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  • Un nuovo libro del dottorcosta
    Dopo aver curato i centauri della moto GP, il dottorcosta, costretto come tutti a un lungo periodo di “isolamento” a causa della pandemia da Coronavirus, dedica parte del suo tempo alla lettura. In particolare, viene colpito da un volume di Louis-Ferdinand Celine, nel quale è raccontato il genio del dottor Semmelweis e la sua lotta per sconfiggere la piaga delle morti da febbre puerperale negli ospedali della metà del ’800. Lotta combattuta contro i suoi stessi colleghi e la loro “cecità accademica”, prima ancora che contro quel male apparentemente incurabile. Claudio Costa, egli stesso medico visionario, si innamora di questa figura geniale, coraggiosa e controversa, e traspone la vicenda storica e la ricerca scientifica di Semmelweis in un copione teatrale che coinvolge il lettore e gli fa rivivere in prima persona quei fatti tanto avvincenti quanto dolorosi. Disponibile a breve.
  • Un "noir" Fucina tra belle auto d'epoca
    Milano, Londra, Zurigo, Venezia... Una singolare “caccia al colpevole” condotta su alcune tra le più belle automobili del mondo e che si snoda in un’Italia ironicamente simile a quella dei nostri giorni, oltre che in Europa. Un nuovo libro a marchio Fucina, in cui i colori brillanti delle carrozzerie di splendide vetture d’epoca si mescolano alle cupe tinte di un mistero sempre più fitto…
  • Nuova edizione de "Gli indisciplinati"
    Giovedì 5 settembre, grazie al Club Italia, è stata presentata in anteprima la riedizione de “Gli indisciplinati”, opera esaurita da molto tempo e adesso riproposta in una veste rinnovata con una nuova e interessante prefazione. Presenti all’evento dedicato alla memoria di Clay Regazzoni, la figlia Alessia e alcuni importanti nomi dell’automobilismo sportivo: Bruno Giacomelli, Ezio Zermiani, Nestore Morosini, Gianfranco Palazzoli…
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I guardiani del Portello

Un cancello arrugginito e una piccola guardiola in muratura erosa dal tempo.
Per l’inconsapevole passante sarebbe solo ruggine e cemento di una Milano dimenticata.
E’ venuto però il momento di ricordare.
Perché oggi questo angolo abbandonato, tra via Serra e viale De Gasperi, è l’unica, sola, vera testimonianza rimasta di un grande passato: l’Alfa Romeo e il Portello.
Tutti conoscono l’Alfa Romeo, ma non tutti sono consapevoli che nel panorama mondiale, da quando si sono sostituiti i cavalli con la benzina, il Marchio milanese è quello che ha il più grande carico di Storia: centodieci anni di trionfi e di successi, di cadute e rinascite, di campioni e di uomini fuori del comune, ma non solo automobili, ma industria meccanica a 360 gradi: motori avio e per la nautica, camion, autobus, compressori, trivelle, generatori elettrici…
E grande parte di questi prodotti o semilavorati, varcavano quel piccolo cancello.
Non può, non deve essere dimenticato.
Lo chiede lo spirito di quella Milano che ha guidato l’Italia, che ha accompagnato il nascere del Futurismo e celebrare la velocità, che ha incorniciato di alloro Nuvolari, Varzi, Fangio, che si è rimboccata le maniche nel secondo dopoguerra e ha trainato il Paese, che ha saputo, all’ombra della Madonnina, riunire il Design e la Moda e celebrarla nel Mondo.
Lo chiedono, se potessero parlare all’unisono, le centinaia di migliaia, i milioni di Alfisti in tutto il mondo.

Non è solo ruggine, non è solo sgretolato cemento.

Con un gruppo di amici e associazioni abbiamo quindi inviato un’istanza all’Amministrazione Comunale di Milano perché tutto questo, che rischia di essere demolito a breve nel nuovo progetto di sistemazione del verde, non venga dimenticato.
Chiediamo che questa notizia venga diffusa a tutti gli appassionati e che chi desidera invii una mail a iguardianidelportello@gmail.com  indicando nome, cognome, località e testo “sostengo il Portello”. Più siamo, più faremo comprendere l’importanza di questo ricordo.