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Luca Delli Carri
17.07.2008
di Claudio Castellari
...C'è stata un'epoca in cui i campioni del volante apparivano come antichi cavalieri senza macchia e senza paura che avevano soltanto sostituito il destriero a quattro zampe con quello a quattro ruote. Ma era davvero così? Certamente no, anche se quel mondo è molto cambiato; questo libro di Luca delli Carri, il primo di una serie edita da Fucina che arriva fino ai giorni nostri, entra nel profondo di un mondo che in quegli anni cinquanta, in cui non erano ancora del tutto rimarginate le ferite della guerra, c'era tutto quello che faceva sognare gli italiani; un mondo di fiaba intrecciato con quello altrettanto ammaliante dello spettacolo, un mondo fatto di gioventù, di agi, di belle donne, fatto di bella vita ma soprattutto di tanti, tanti, tanti soldi. L'autore, giornalista ed ex pilota, racconta le circostanze che hanno portato alla morte cinque giovani piloti della Scuderia Ferrari negli anni dal '57 al '59: Eugenio Castellotti, Alfonso Portago, Luigi Musso, Peter Collins e Mike Hawthorn e lo fa in un modo particolare, con una tecnica narrativa in cui prevalgono frasi brevi, spesso brevissime, che sembrano quasi richiamare le brutali accelerazioni e le brusche frenate di una macchina da corsa. ...Il racconto, anzi la cronaca, procede come un film in cui il lettore vede la scena ora dal bordo della pista, ora dall'interno dell'abitacolo. A rendere interessante questo libro anche per chi non è appassionato di automobilismo è la parte che racconta l'uomo, con le sue particolarità, le sue stranezze ma soprattutto con i suoi difetti ed i suoi vizi: è qui che troviamo risposta alla domanda che ci viene spontanea: chi glielo faceva fare? La risposta può essere più di una: la passione può bastare all'inizio, ma è subito chiaro come per ognuno di questi eroi mitologici dell'era moderna la spinta fosse un'altra, ben più profonda. La parte migliore sono però le interviste che l'Autore mette alla fine di ogni singolo capitolo, realizzate con Romolo Tavoni. Il Direttore Sportivo della Scuderia Ferrari di quegli anni racconta fatti e soprattutto personaggi con ruvida schiettezza ma con una capacità di interpretare entrambi che non è solo figlia dell'osservatorio privilegiato di cui ha potuto beneficiare ma anche di una grande capacità di capire le persone, anche quando si tratta di personalità forti e tutt'altro che semplici come quella di Enzo Ferrari.